Amstel Gold Race 2026, il team manager Lodewyck invita Remco Evenepoel a cambiare strategia: “Lo scorso anno un vero peccato”

Remco Evenepoel si presenta come principale favorito al via della Amstel Gold Race 2026. Il corridore della Red Bull-Bora-hansgrohe andrà a caccia del successo nella corsa che apre il Trittico delle Ardenne, dopo esserci andato molto vicino lo scorso anno. Il belga infatti chiuse terzo all’esordio, dopo essere stato beffato sul traguardo da Mattias Skjelmose, che riuscì a battere lui e Tadej Pogačar in un incredibile sprint a tre. Nella scorsa edizione il campione olimpico si limitò ad aspettare la volata, senza provare un’azione per anticipare. Questa tattica si rivelò sbagliata e per questo il team lo ha incoraggiato ad utilizzare un differente approccio nella corsa odierna.

Klaas Lodewyck, team manager di Evenepoel alla Red Bull-Bora-hansgrohe, in un’intervista a Het Laatste Nieuws, ha spiegato come lo scorso anno il belga sia arrivato all’Amstel Gold Race con troppa fiducia nel proprio spunto veloce, vista la vittoria pochi giorni prima alla Freccia del Brabante nello sprint contro Wout van Aert: “Col senno di poi, quella vittoria in volata contro Wout a Overijse è stata un regalo avvelenato”.

Analizzando l’epilogo dello scorso anno, Lodewyck vede quindi un chiaro errore tattico del suo corridore: “Sfruttando l’euforia e senza paura, ha tagliato il traguardo con Pogačar, mentre quest’ultimo era sull’orlo della crisi. E anche Skjelmose si sarebbe staccato con una forte accelerazione sul Cauberg finale. Nello sprint, Pogačar e lui non volevano essere superati l’uno dall’altro. Con le ben note conseguenze. Un vero peccato“.

Per evitare che anche quest’anno possa arrivare una beffa nel finale, Evenepoel avere un atteggiamento di corsa differente, provando un’azione in solitaria nel finale: “Non deve per forza partire a quaranta o cinquanta chilometri dal traguardo. L’opportunità di fare la differenza in quel momento, dopo una corsa dura, c’è. Dovrebbe sfruttarla, direi. Proprio come hanno fatto Philippe Gilbert, Enrico Gasparotto e molti altri in passato. Se questo non dovesse funzionare, Remco può sempre contare sulla sua velocità in volata. Al Giro di Catalogna abbiamo visto che non deve aver paura di arrivare al traguardo con qualcuno. Ma l’Amstel è una corsa che ti invita a lottare. Se sei in buona forma e riesci a staccarti, ti ritrovi fuori dalla vista degli inseguitori piuttosto rapidamente. A Remco piace molto questo aspetto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio